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INTRODUZIONE
La varicella è
una malattia altamente contagiosa in particolar modo nei
primi stadi dello sviluppo. La trasmissione avviene da
soggetto a soggetto per via aerea attraverso le goccioline
respiratorie che vengono diffuse nell’aria quando una persona affetta
starnutisce, o attraverso contatto diretto con le lesioni
prodotte dalla varicella. Può essere contagiata da 1 a 2
giorni prima dello sviluppo fino allo sviluppo delle croste.
Nella gravidanza il virus può essere contagiato al feto.
CURA E PREVENZIONE:
La varicella è una malattia che porta solitamente prurito,il
quale può essere alleviato con antistaminici. Nei casi più a
rischio di complicanze come adolescenti, persone con malattie
respiratorie croniche si può fare uso di farmaci
antivirali come l’acyclovir. La terapia antivirale non è
consigliata nei bambini con varicella sani,
perchè presa per via orale entro 24 ore
dall’inizio dei sintomi, causa solamente una modesta
riduzione dei sintomi. Nei soggetti immunodepressi è
consigliata la terapia antivirale per via venosa. I soggetti
dovrebbero essere isolati per evitare altri contagi. I
bambini devono rimanere a casa nel corso della malattia. Una
forma di prevenzione può essere il vaccino. La sua efficacia
è stimata al 95% ed è di solito ben tollerato e la sua
efficacia è duratura. Per i bambini con età compresa fra i
12 mesi e i 12 anni va fatta una sola dose di vaccino,
mentre due dosi vanno fatte in chi ha più di 12 anni. Il
vaccino è sconsigliato per i soggetti immunodepressi mentre
lo possono effettuare tutti quei soggetti che non hanno
contratto ancora la malattia. Il vaccino è fortemente
consigliato alle persone che per motivi di lavoro vivono in
ambienti sociali come scuole e quindi sono a maggior rischio
di contagio e anche in età fertile che non hanno mai avuto la
malattia, per evitare un’eventuale infezione in gravidanza e
i conseguenti danni al bambino.
Le persone a grande rischio di varicella grave devono ricevere le immunoglobine
per via intramuscolare se vengo no a contatto con persone
infette. Queste vanno
somministrate quanto prima e fino a 96 ore dopo
l’esposizione.
La vaccinazione dei bambini suscettibili entro 72 ore e non
oltre le 120 ore dall’esposizione può scansare la malattia.
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