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INTRODUZIONE
Il carcinoma
cervicale è un tumore che può essere causato da una
infezione l'hpv. Infatti attraverso
tecniche di biologia molecolare si è verificata la presenza
dell’HPV-DNA quasi in tutti i carcinomi cervicali.
Per questo l’HPV si manifesta come uno
delle cause più importanti nella cancerogenesi umana: il
rischio relativo di sviluppare il carcinoma della cervice
nelle portatrici di HPV ad alto rischio è molto alto. Si
possono identificare più di 100 ceppi di HPV che infettano l’uomo e, tra questi,
una parte è
associata a malattie del tratto anogenitale, di natura sia benigna
che maligna. E’ infatti ben noto il coinvolgimento dell’HPV
nella genesi del carcinoma della vagina, vulva, ano, pene,
scroto, uretra, ma questi possono anche svilupparsi nella cavità orale e
nel tratto digestivo
superiore.
I diversi tipi di HPV sono divisi in basso ed alto
rischio di trasformazione neoplastica. Questa differenza è
basata sul che la capacità trasformante del virus è
limitata all’infezione persistente dei sottotipi ad alto
rischio possono integrare il proprio genoma in
quello della cellula ospite e interferire con i processi della replicazione cellulare.
I genotipi virali ad alto rischio associati al carcinoma
cervicale, fino al 70% dei casi, sono il 16 (50%) e il 18
(20%), i restanti ceppi
(31,33,35,39,45,51,52,56,58,59,68,73,82…) presentano rischio
basso.
L’infezione da HPV è molto sviluppata nella popolazione
femminile; oltre il 75% delle donne
sessualmente attive è infettata nel corso della vita. La maggior
parte delle infezioni è però scompare in quanto il virus
viene eliminato dal sistema immunitario entro i 12-24 mesi.
Nella restante parte dei casi invece, la persistenza virale
si trasforma in lesioni displastiche fino al cervicocarcinoma.
Nel tentativo di ridurre l’infezione
virale e quindi anche l’incidenza della neoplasia
cervicale, oggi è stata proposta la prevenzione
dell'infezione attraverso la realizzazione di un
vaccino anti HPV.
Sono stati infatti messi a punto due prodotti: un vaccino
bivalente per HPV 16 e 18 e un vaccino tetravalente per HPV
6, 11, 16 e 18. Entrambi i vaccini vengono somministrati in
3 dosi (a 0, 1 e 6 mesi e 0, 2, e 6 mesi rispettivamente).
Il vaccino tetravalente è costituito da
parti proteiche e formano una struttura priva di DNA virale, ma
che protegge l’immunogenicità.
Lo sviluppo clinico del vaccino ha coinvolto ben 33 paesi
del mondo. Il vaccino è risultato essere molto efficace. Le donne
che hanno il vaccino rispetto alle che non si sono
sottoposte hanno dimostrato una
riduzione delle lesioni displastiche di oltre il 90%.
Questo vaccino quindi rapprenta una grande opportunità di prevenzione.
Bisogna ancora precisare alcuni aspetti come: l’eventuale necessità
di richiami; l’identificazione di soggetti a rischio, per età e sesso dei soggetti
che sono allergici alla
vaccinazione; Bisogna sapere che, dato che la vaccinazione non
previene il tutte le infezioni da HPV, è necessario
proseguire con le attività di screening organizzato mediante
pap-test.
Inoltre vi è una ampia diffusione dell' infezione non è
facile stabilire per quale ceppo fare il vaccino. Infatti la
vaccinazione è molto utile prima dei rapporti sessuali
quindi nelle donne vergini poichè protegge dall'infezione;
Anche l’estensione della vaccinazione al partner maschile
potrebbe portare benefici sia diretti (riduzione cancro
scroto, pene, uretra).
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