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INTRODUZIONE
La tiroide θ
una ghiandola endocrina posta nella parte frontale del
collo ed θ costituita da due lobi
uniti da una porzione intermedia detta istmo. Θ isolata
dagli organi vicini da una guaina fibrosa ed θ molto vascolarizzata da: arterie tiroidee inferiori,
rami delle succlavie, rami delle carotidi esterne e dalle
arterie tiroidee superiori. Questa cosa determina un
difficile accesso chirurgico.
FUNZIONI:
La tiroide rappresenta l'unico caso di ghiandola endocrina
che ha la capacitΰ di accumulare il secreto, prima che
esso venga ributtato nel torrente circolatorio, in sede
extracellulare in quanto gli ormoni, legati ad una glicoproteina iodata, si
aggrumulano nel
lume follicolare sotto forma di colloide. Nella parete
follicolare si trovano due popolazioni cellulari:le
cellule parafollicolari o cellule C ed le cellule
follicolari o tireociti. Queste due popolazioni cellulari
hanno una diversa origine embriologica: solo le cellule
follicolari, piω numerose, sisviluppano propriamente
dall'abbozzo tiroideo che deriva da un'introflessione della
mucosa del faringe primitivo alla base
della lingua; le cellule parafollicolari migrano invece
nella tiroide provenendo dai corpi ultimobranchiali, abbozzi embrionari dei quali nei mammiferi
non resta traccia, e vengono considerati parte del sistema
endocrino diffuso denominato APUD. Gli ormoni prodotti dalle cellule
follicolari o tireociti sono due dipeptidi iodati: la
tiroxina (T4) prodotta in piω quantitΰ e la triiodotironina (T3). Entrambe sono sotto il controllo
dell'ormone ipofisario TSH. Gli ormoni incremntano il consumo
di ossigeno agendo sul metabolismo energetico, coadiuvando
il differenziamento e la crescita del sistema nervoso di cui
regolano molte funzioni. La componenente cellulare
parafollicolare, cellule C, genera un terzo ormone, la calcitonina, che regola il metabolismo del calcio con
l'ormone secreto dalle ghiandole parotirodi, l'ormone
paratiroideo o paratormone. Nei mammiferi l'effetto della
calcitonina sul metabolismo del calcio θ
marginale per cui se ne suppongono altri possibili azioni
come quella di formare un neuromodulatore.
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