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INTRODUZIONE
Il melanoma è
un tumore maligno che si sviluppa dai melanociti della cute e
delle mucose, da quelli che costituiscono i nevi o, molto
più raramente, dai melanociti posti in sedi extracutanee
come occhio, meningi, orecchio interno. Il melanoma si
sviluppa in tempi successivi attraverso diversi stadi di
progressione in cui presenta aspetti clinici ed istologici
diversi.
Solitamente si distingue in 4 varietà
cliniche:
1) melanoma a diffusione superficiale
2) lentigo maligna melanoma
3) melanoma lentigginoso acrale
4) melanoma nodulare
Le prime tre lesioni si sviluppano con una diffusione piana
sulla superficie cutanea, che rappresenta la fase di
crescita orizzontale. Dopo un periodo di tempo variabile,
questi tumori possono sviluppare componenti nodulari
invasive. A differenza di questi il melanoma nodulare fin
dal primo momento è un nodulo invasivo in profondità. Si
tratta di una distinzione importante che non ha solo valore
accademico, ma si associa bene anche con la prognosi della
neoplasia.
EPIDEMIA DEL MELANOMA:
Il melanoma è molto raro prima della pubertà, il melanoma colpisce
prevalentemente soggetti di età compresa tra i 30 ed i 60
anni e di classe sociale medio-alta. Il melanoma presenta una incidenza in crescita costante in tutto il
mondo e numerosi studi suggeriscono che essa sia addirittura
raddoppiata negli ultimi 10 anni.
PREVENZIONE:
Il melanoma cutaneo ha una prognosi ossia
un’evoluzione nel tempo strettamente dipendente dallo
spessore raggiunto nella pelle al momento della sua diagnosi
e asportazione.
Se il melanoma è solo agli strati
cutanei superficiali, la prognosi è generalmente buona, con
guarigione del paziente.
Viceversa, se il melanoma ha raggiunto gli strati più
profondi perché ha avuto molto tempo di svilupparsi prima
della sua identificazione ed asportazione, i rischi di vita
per il paziente sono molto elevati. Individuare il melanoma
quanto più precocemente possibile rappresenta quindi la
principale arma per tentare di ridurne la mortalità.
Grazie, quindi, a campagne di educazione sanitaria per
incentivare nella gente la sensibilità al neo che muta,
adesso la quota di melanomi scoperti quando la prognosi può
essere ancora favorevole è arrivata al 60-70%.
Il risultato è stato il miglioramento della sopravvivenza:
nel 1960 solo la metà dei malati di melanoma era ancora in
vita 5 anni dopo la prima diagnosi, mentre oggi lo è circa
l’80% di essi, quindi un 30% in più.
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