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INTRODUZIONE
L’insufficienza renale acuta
si sviluppa di più negli anziani che nelle persone più
giovani. La prognosi è per lo più favorevole, per questo non
ci si deve astenere dalla terapia a causa dell’età.
L’insufficienza prerenale è un risultato della scarsa perfusione
dei reni. La maggior parte dei casi è dovuta alla perdita di
liquidi, alla loro ridistribuzione interna, alla riduzione
della gittata cardiaca o ad alcuni farmaci, spesso presi in
associazione. La causa più importante che facilita l’elevata
incidenza dell’insufficienza prerenale negli anziani è la perdita del meccanismo
regolatore della sete, incrementata da una relativa incapacità
a conservare il sale e da una perdita della capacità di
concentrazione delle urine.
L’insufficienza renale può essere il risulatato di una quantità di
malattie renali, tra le quali la necrosi tubulare acuta, la glomerulonefrite
acuta e la nefrite interstiziale acuta. L’insufficienza postrenale è la conseguenza dell’uropatia ostruttiva,
una delle cause più frequenti di insufficienza nell’anziano. È
necessaria la diagnosi precoce, poiché questa condizione
è spesso reversibile, se l’ostruzione è rimossa
immediatamente..
SINTOMI:
Le caratteristiche dei soggetti colpiti da insufficienza
cambiano a seconda della causa, della gravità del danno
renale e della velocità con cui si presenta l’insufficienza
renale. I pazienti possono essere anurici od oligurici e
mostrare segni di ritenzione idrica, con un aumento
inaspettato dell’azotemia e della creatininemia. Inoltre, ci
possono essere i sintomi legati alla causa sottostante o le
complicanze cliniche o biochimiche dell’uremia.
L’insufficienza renale non oligurica è di riscontro sempre
più frequente.
DIAGNOSI:
Un altro indicatore dello stato prerenale è la
risposta all’espansione di volume con sale e acqua; gli
anziani possono avere un ritardo della risposta a questo
stimolo.
Quando il paziente è oligurico o anurico, bisogna
escludere rapidamente la presenza di un’ostruzione urinaria,
specialmente negli uomini con ipertrofia o carcinoma della
prostata già noti e nelle donne con neoplasie maligne
ginecologiche. Il rene, negli anziani, può superare gli
insulti tossici e ischemici acuti, anche se non con la
stessa rapidità osservata nei soggetti più giovani.
CURE:
I principi della terapia sono uguali sia per gli anziani
sia per i più giovani. Tutte le complicanze, tranne le
infezioni, possono essere curate con successo controllando
la reIntegratori Alimentari idrica, elettrolitica e nutrizionale e
istituendo precocemente una terapia dialitica assidua. È
frequente la presenza di infezioni delle vie urinarie
dovute al cateterismo vescicale. Usando un catetere urinario
in un paziente oligurico si ottiene poco; la volemia,
l’azotemia, la creatininemia e la potassiemia sono
indicatori terapeutici migliori di quanto non sia la
diuresi.
ReIntegratori Alimentari idrica ed elettrolitica e supporto
nutrizionale: un paziente affetto da insufficienza può perdere fino a
poco meno di 0,5 kg di massa corporea al giorno per il
catabolismo tissutale, anche con un supporto nutrizionale
giusto. Poiché le proteine catabolizzate contribuiscono
all’aumento dell’azotemia, le calorie vanno somministrate
principalmente sotto forma di carboidrati. Lo zelo eccessivo
nella restrizione dei liquidi compromette le condizioni
generali del paziente e la funzionalità del sistema nervoso
centrale e può ritardare il recupero della funzione renale.
Altre misure terapeutiche: per prevenire l’iperfosfatemia si
possono usare gli agenti chelanti del fosfato PO.
L’aumento della concentrazione sierica del fosfato causa
la precipitazione di fosfato di Ca, la riduzione della
calcemia e l’aumento della secrezione di ormone paratiroideo.
Bisogna prolungare
l’intervallo tra le dosi dei farmaci che vengono escreti
parzialmente o totalmente per via renale, mentre ci si rende
conto dell’aumento della sensibilità dei pazienti anziani
uremici ai farmaci psicoattivi.
Altre Informazioni:
Artrosi -
Cistite -
Incontinenza -
Prostata -
Rene -
Stenosi - Uretra.
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