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INTRODUZIONE
Il
cuore può essere paragonato a una pompa aspirante e premente
che, nelle sue cavità interne, riceve il sangue refluo dalle
vene e lo spinge nelle arterie. Durante la sua attività
fisiologica, il cuore muta continuamente di forma e di
volume, nell'alternarsi della diastole (rilassamento del
miocardio) e della sistole (contrazione del muscolo
cardiaco). Se nella prima fase l'aspetto del cuore è
piuttosto simile a quello già descritto, nella sistole
presenta modificazioni specie nei ventricoli, sulla cui
parete anteriore sinistra appare una specie di gibbosità
(che viene a urtare contro la parete toracica, consentendo
la percezione del cosiddetto battito cardiaco), mentre le
cavità si riducono a una fessura frastagliata e ramificata.
Il miocardio si contrae, di norma, 70-75 volte al minuto
(pari a ca. centomila volte in una giornata). Durante il
ciclo o rivoluzione cardiaca si possono distinguere tre fasi
essenziali: una presistole, caratterizzata dalla contrazione
dei soli atri e da rilassamento (o diastole) ventricolare
(durante la quale il sangue passa dagli atri ai ventricoli);
una sistole propriamente detta (con contrazione
ventricolare, durante la quale il sangue è spinto nel
circolo arterioso) e una perisistole, caratterizzata da
completo riposo del cuore. Queste funzioni avvengono
ritmicamente e il loro complesso consente la circolazione
del sangue nell'organismo. La contrazione del miocardio ha
inizio in un punto (nodo del seno) del solco terminale
dell'atrio destro, si diffonde nei due atri per raggiungere
infine i ventricoli investendoli dall'apice verso la base.
La propagazione della contrazione è dovuta al tessuto
muscolare specializzato: negli atri la presistole è sotto il
controllo del nodo del seno (costituito dal nodo di Keith e
Flack a destra e dal nodo di Pace e Bruni a sinistra); il
nodo di Tawara e il fascio di His sono responsabili invece
della diffusione della contrazione dagli atri ai ventricoli.
Tali nodi e fasci sono rispettivamente costituiti da
aggrovigliamenti e da cordoni di fibre contrattili,
stimolate da fibre nervose eccitatrici provenienti dal
plesso cardiaco e da fibre inibitrici derivanti dal vago.
Caratteristiche specifiche del miocardio risultano quindi
essere l'automatismo (la facoltà cioè di produrre stimoli),
l'eccitabilità e, infine, la contrattilità (la capacità di
contrarsi, svolgendo un lavoro). o e idrico sulla funzione
miocardicaco e idrico sulla funzione miocardica
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