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INTRODUZIONE
Il fibroma
uterino e il tumore pelvico che colpisce ci più le donne; si
sviluppa nelle donne in età fertile, anche se soltanto
nel 50% dei casi diventa sintomatico. Questa patologia è ormonodipendente; la formazione del fibroma
è associata agli alti tassi d'estrogeni circolanti.
Infatti, dopo la menopausa, con la diminuzione degli
estrogeni i fibromi tendono ritirarsi. Il corpo
dell’utero è inumidito dalle arterie uterine che si
cospargono
in rami brevi; in presenza di fibromi, l’arteria uterina
cresce di diametro e la vascolarizzazione del fibroma è
maggiore rispetto a quella della parete dell’utero
circostante. La vascolarizzazione dei fibromi è formata da
una rete periferica e da una rete centripeta. La prima, la
più rilevante, circonda il tumore ed è costituita da piccoli
vasi anastomizzati con le arterie uterine. Questa rete
vascolare peritumorale è causa dei sanguinamenti
durante la miomectomia. La seconda, più fragile, è
costituita da
diverse ramificazioni, che si riducono fino a
qualche arteriola di tipo terminale.
SINTOMI:
I sintomi dei fibromi uterini sono diversi come:
mestruazioni abbondanti, perdite
emorragiche distanti dal ciclo, compressione dei visceri
pelvici limitrofi, infertilità. Le mestruazioni abbondanti sono il sintomo più importante dei fibromi
sottomucosi e intramurali, e sono più abbondanti nel periodo
prima della menopausa in qualità dell’iperestrogenismo relativo.
Ancora, non esiste un trattamento preventivo
per questa patologia. L’intervento terapeutico è richiesto
solamente per quei fibromi che causano una
sintomatologia rilevante. Oggi ci sono tre diverse
terapie per il trattamento del fibroma uterino come:Terapia
Medica, Intervento Chirurgico ed Embolizzazione.
TRATTAMENTI ORMONALI:
I trattamenti adatti per il
fibroma uterino sono di tipo ormonale e chirurgico.
I trattamenti ormonali sono costituiti dai progestinici e
dagli analoghi del GnRh. I progestinici lavorano sulle menometrorragie
per mezzo dell’atrofia dell’ endometrio. Sono
efficienti solo nella fase di trattamento, non
minimizzano il volume dei fibromi e alcune volte possono
anche aumentarlo. Gli analoghi del GnRh producono
una castrazione chimica con diminuzione del tasso degli
estrogeni; l’amenorrea derivante permette di modificare
l’anemia. L’azione sulla vascolarizzazione uterina produce
una riduzione del volume tumorale in media del 30%, ma
aumenta di molto i piani di clivaggio tra fibroma e miometrio
vicino, rendendo difficoltosa un'eventuale miomectomia.
TRATTAMENTI CHIRURGICI:
La tecnica chirurgica (laparoscopica, laparotomica,
colpotomica, isteroscopica) è determinata dalla
localizzazione, dal numero e dalla grandezza dei fibromi. La chirurgia
permette sia il trattamento
radicale mediante asportazione dell’utero sia il trattamento
conservativo che mantiene i cicli mestruali e la possibilità
di gravidanza, anche se espone al rischio di ricaduta.
Ogni tecnica chirurgica include rischi e complicanze, anche
se infrequente, inconvenienti di anestesia. La laparoscopia presenta il rischio di
fratture viscerali e vascolari, mentre la via laparotomica può
rendersi difficile per
emorragie, lesioni urinarie ed eventi tromboembolici.
La via colpotomica può essere complicata a causa del
volume dell’utero, e complicarsi, ma raramente, per
emorragie e lesioni dell’apparato urinario. In caso di miomectomia in qualche caso le possibilità di gravidanza
possono essere danneggiate da cicatrici uterine, anche
complesse.
Altre Informazioni:
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