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INTRODUZIONE
L'enuresi
notturna è un disturbo, e consiste
nella perdita involontaria e completa di urina durante il
sonno in un’età 5-6 anni in cui la maggior parte dei
bambini ha ormai avuto il controllo degli sfinteri. E’
un problema che si presenta frequentemente che interessa il 10-15% dei bambini a
6 anni e che va il più delle volte a risolversi
spontaneamente. Bisogna sapere che per
enuresi notturna non si intende però la emissione di urine durante la notte
che avviene di tanto in tanto, ma questo problema deve
presentarsi con una certa frequenza. Nei bambini piccoli è
del tutto normale bagnarsi di notte poichè la vescica non ha ancora raggiunto una piena
maturazione sia del volume di urina che è in grado di
contenere, sia dei meccanismi che permettono al bambino di
controllare la fuoriuscita della pipì.
CAUSE DELLA ENURESI:
Le cause che portano alla enuresi sono diverse, tanto è vero che l’enuresi si distingue in:
Primaria: quando il bimbo non ha mai acquisito il
controllo notturno. In questo caso l’enuresi può essere
causata da:
1) un ritardo di maturazione della vescica.
2) un insufficiente controllo ormonale.
Entrambi i meccanismi possono essere presenti e prevalere in
misura diversa da bambino a bambino.
Secondaria: il bambino, dopo avere raggiunto il controllo
della vescica per almeno 6 mesi, ha ripreso a fare la pipì a
letto. Può essere causato da particolari situazioni emotive e
stressanti.
Sintomatica: in questo caso l’enuresi compare come
causa di una malattia ad esempio un’infezione urinaria o in
casi molto più rari diabete mellito. In età pediatrica vi è
una prevalenza nel sesso maschile, ma tale differenza va via
in età adulta.
CURE:
Prima di decidere quale terapia sia più corretta per il
bambino bisogna considerare che l’enuresi è un fenomeno che
si risolve, quasi sempre da sola.
Gli interventi che vengono fatti sono servono ad accelerare
la maturazione del controllo della vescica o a ridurre il
volume totale di liquidi che arrivano alla vescica durante
la notte. Lo scopo è quello di permettere al bimbo di
passare una vita normale affinché non debba per esempio
rinunciare ad occasioni quali campeggi, gite scolastiche,
soggiorni in casa di amici, e di evitare che il bambino
possa presentare un disagio a livello psicologico. La
terapia può essere di 2 tipi, farmacologica o
comportamentale: questo lo deve stabilire il medico
.
FARMACI:
1)In alcuni casi si può ricorrere alla desmopressina.
Va somministrata in compresse, la sera, mentre la
formulazione in spray nasale, usata in passato, non è più
indicata in questo disturbo. La DDAVP permette di
minimizzare
la produzione di urina da parte del rene e quindi di ridurre
il rischio di perdita involontaria di pipì. Fondamentale è
che alla medicina si associ una ridotta o nulla
assunzione di liquidi la sera, per esempio acqua.
2) Se il problema si presenta anche di giorno possono essere
utili i farmaci anticolinergici che aumentano la capacità di
contenere l’urina nella vescica. Bisogna fare una
rieducazione del bambino ad un corretto svuotamento della
vescica.
COMPORTAMNETO:
1) Sistemi di allarme: in pratica quando il bimbo va
a dormire viene collegato a un piccolo apparecchio a pila.
Appena inizia l’emissione involontaria di urina si ha
l’attivazione di una suoneria che sveglia il bambino che può
così completare la minzione in bagno. Si ha in questo modo
un apprendimento graduale della continenza notturna.
Importante è in questo caso naturalmente la collaborazione
del bambino.
Altre Informazioni:
Acetone -
Bambino -
Diarrea -
Febbre -
Influenza -
Tosse.
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