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INTRODUZIONE
Esistono vari
tipi di doping, usati in particolari periodi della stagione
agonistica: periodo pre-gara, durante la preparazione, per
tentare di aumentare le masse muscolari e la forza fisica
steroidi;
durante la gara, per diminuire il senso di fatica, o per
stimolare il sistema nervoso centrale o, infine, in alcuni
sport, per diminuire il livello di ansia anfetamine, amine
simpaticomimetiche, tranquillanti, betabloccanti ecc.; o
ancora per tentare di aumentare il trasporto di ossigeno e
quindi la resistenza fisica alla fatica autotrasfusione;
dopo la gara, per riacquistare il più velocemente possibile
le energie frequente nei ciclisti durante le corse a tappe.
I FARMACI DOPANTI:
I composti chimici usati illecitamente nello sport sono
molti, con diversi meccanismi d’azione e diverso indice di
pericolosità. Ogni Federazione Sportiva ha stabilito il
proprio regolamento e l’elenco delle sostanze proibite. In
genere, vengono vietate quelle sostanze il cui uso da parte
dell’atleta viene finalizzato a diminuire la percezione
della fatica, migliorare la prontezza dei riflessi,
accrescere la forza e/o la resistenza muscolare, diminuire
il dolore, controllare la frequenza cardiaca e/o
respiratoria, diminuire il peso corporeo, attenuare l’ansia
o mascherare la presenza nelle urine delle sostanze vietate.
Vengono considerate pratiche dopanti anche la trasfusione
del sangue emotrasfusione e la somministrazione di globuli
rossi o di prodotti derivati dal sangue.
Negli anni ‘50-60 erano in auge, soprattutto tra i ciclisti,
le amfetamine, stimolanti del sistema nervoso centrale. In
ambito medico si è fruttata la capacità di questi farmaci di
inibire lo stimolo della fame per combattere l’obesità. I
gravi effetti indesiderati a livello cardiovascolare, a
fronte dei modesti benefici terapeutici, ne hanno largamente
limitato l’impiego.
Nel doping si fa ricorso alle amfetamine perché riducono la
capacità dell’organismo di percepire la fatica. Riducendo
questo segno premonitore dell’esaurimento fisico, questi
farmaci spingono l’organismo oltre i propri limiti. Tra gli
sportivi, le amfetamine hanno causato più morti per aritmie,
aumenti improvvisi della pressione, infarti di qualsiasi
altra sostanza. Aumentano inoltre in modo rilevante
l’aggressività. Negli anni ‘60, il loro utilizzo nel
football americano era così diffuso che per questo sport
venne descritta una particolare sindrome psichiatrica,
chiamata "Sindrome della Domenica", caratterizzata da
alterazioni del comportamento quali imprecazioni oscene e
atteggiamento collerico.
Usati in medicina per favorire la sintesi delle proteine
cellulari nei pazienti debilitati, gli ormoni anabolizzanti
hanno visto progressivamente crescere nel tempo la loro
popolarità in ambito sportivo. Nel doping vengono impiegati,
a dosi molto alte, per facilitare l’aumento della massa
muscolare e della forza. Questi risultati sono però
riscontrabili solo in alcuni atleti e solo se agli
anabolizzanti si abbina una dieta appropriata e un
allenamento rigoroso e controllato. Facilmente reperibili
nel mercato clandestino alcune palestre li vendono
direttamente, sono diventati un vero e proprio "fenomeno di
massa" tra i culturisti e i sollevatori di peso. I rischi
per la salute legati all’uso di questi farmaci sono
molteplici. Oltre a difetti nella struttura del tessuto
muscolare che predispongono a rotture dei tendini sotto
sforzo, gli anabolizzanti possono provocare numerosi altri
effetti tossici, in molti casi irreversibili. Nei giovani
sotto i 20 anni determinano un’accelerazione della
maturazione scheletrica con arresto prematuro della
crescita. Negli uomini possono comportare una diminuzione
del volume dei testicoli e del numero di spermatozoi con
conseguente infertilità e impotenza. Nelle donne l’uso di
anabolizzanti è associato alla comparsa di tratti
tipicamente maschili come crescita eccessiva di peli e
abbassamento del timbro della voce, oltreché irregolarità
mestruali. Gli anabolizzanti aumentano il rischio di ictus e
di infarto [per elevazione del colesterolo LDL quello
"pericoloso", diminuzione del colesterolo HDL quello
"protettivo", aumento della pressione arteriosa] e possono
causare gravi sintomi psicotici quali stati
maniaco-depressivi, psicosi paranoidi e aggressività. Vi
sono inoltre segnalazioni di casi di tumori al fegato e alla
prostata in atleti che facevano un uso indiscriminato
di anabolizzanti.
Altri farmaci oggi in gran voga sono l’ormone della crescita
o somatotropina e l’eritropoietina o il suo analogo più
recente la darbepoetina. La somatotropina è un ormone che
stimola l’accrescimento fisiologico e viene normalmente
utilizzato nei bambini che, essendone privi dalla nascita o
per qualche malattia, presentano difficoltà di crescita. Il
suo uso in ambito sportivo si basa sull’ipotesi,
scientificamente infondata, che possa potenziare la forza
muscolare con un effetto simile a quello degli
anabolizzanti. Quando viene somministrata a lungo in
soggetti sani, la somatotropina può provocare i segni tipici
di una malattia chiamata acromegalia, caratterizzata dalla
comparsa di lineamenti grossolani anche del cranio, diabete,
pressione alta e cardiopatie. Vi è il rischio che alcuni
prodotti reperibili al mercato nero siano infettati col
virus "della mucca pazza".
L’eritropoietina EPO viene usata in medicina per curare
alcune forme di anemia dal momento che stimola la produzione
dei globuli rossi. L’ormone aumenta così anche la capacità
del sangue di trasportare ossigeno, che serve da
combustibile per bruciare gli zuccheri e quindi per ottenere
più energia per le prestazioni muscolari. Per questo motivo
viene utilizzato come doping ematico particolarmente nelle
gare di resistenza che richiedono sforzi prolungati es.
ciclismo. L’aumento dei globuli rossi fa però aumentare
anche la viscosità del sangue e di conseguenza comporta un
rischio elevato di trombosi, di ictus e di infarto
miocardio.
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