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INTRODUZIONE
La
cardiologia elabora sistemi diagnostici, terapeutici e profilattici e
impiega metodi di indagine clinici, anatomo-istologici,
fisiologici, biochimici, istochimici, microbiologici,
immunologici, sperimentali e statistici. Una svolta
fondamentale nello studio del cuore e dei vasi ha
rappresentato l'introduzione in clinica dell'angiocardiografia
e del cateterismo cardiaco. Negli ultimi decenni, poi, hanno
acquistato sempre più importanza i metodi d'indagine come l'elettrocardiologia,
la vettocardiografia, la fonocardiografia, la
balistocardiografia; particolarmente significative sono
divenute le metodiche radiologiche. Di recente si è
sviluppata l'indagine cardiologica non invasiva, cioè non
cruenta, che, senza disagi e con minimi rischi per il
paziente, consente esami facilmente ripetibili. È basata
sull'impiego di ultrasuoni (ecocardiografia) e di
radioisotopi. Con gli ultrasuoni si riesce a effettuare una
sorta di scandaglio delle diverse strutture che compongono
il cuore con una valutazione anatomico-quantitativa, ma
soprattutto dinamica. Con i radioisotopi è possibile
definire l'aspetto del flusso del sangue nel cuore e nei
grossi vasi rendendo radioattivo il sangue; inoltre si
possono sfruttare le proprietà di alcuni radioisotopi di
fissarsi elettivamente a livello del miocardio.
Contemporaneamente al progresso delle conoscenze nel campo
della morfologia e fisiologia cardiache e all'applicazione
di nuovi metodi di indagine è stato possibile studiare con
successo anche i quadri clinici di molte malattie del cuore,
p. es. l'endocardite. Notevoli progressi sono stati
conseguiti anche nello studio della malattia ipertensiva,
dell'aterosclerosi, dell'insufficienza coronarica e della
malattia ischemica. È stato particolarmente studiato il
problema della cardio-insufficienza considerando la
fisiologia della contrazione muscolare, la biochimica del
miocardio, l'effetto delle catecolammine, degli ormoni
steroidi e del metabolismo elettrolitico e idrico sulla
funzione miocardica.
LA CARDIOCHIRURGIA:
Lo sviluppo della chirurgia cardiaca è stato favorito
dall'introduzione dei nuovi metodi strumentali (circolazione
extracorporea, ipotermia) e farmacologici (anestetici di
nuovo tipo, antibiotici) che hanno permesso di prolungare i
tempi degli interventi a cuore aperto e hanno praticamente
eliminato il rischio di infezioni postoperatorie. Gli
sviluppi maggiori si sono registrati nella terapia di alcuni
vizi congeniti e acquisiti e dell'insufficienza coronarica.
Fondamentalmente risolti sono stati pure i problemi di
tecnica chirurgica dei trapianti cardiaci.
GLI STUDI DI ANATOMIA DEL CUORE:
I progressi della biologia molecolare e della microscopia
elettronica hanno favorito un decisivo chiarimento nel campo
degli studi di anatomia del cuore: stabilita in modo
definitivo la correlazione morfologico-funzionale degli
elementi propri della struttura architettonica del cuore e
del suo sistema di conduzione, si è passati a una più
precisa e complessa indagine delle miofibrille
specificandone il tipo di organizzazione ed esprimendo con
funzioni matematiche il processo di scorrimento fibrillare
responsabile della contrazione. Contemporaneamente la
costruzione di elettrocateteri ha permesso di studiare i
fenomeni di elettrogenesi all'interno di singole fibre
cardiache consentendo di determinare le differenze di
potenziale esistenti sulle loro superfici interna ed esterna
e di rilevare le brusche variazioni che precedono e
condizionano l'instaurarsi della contrazione meccanica.
L'esatta definizione dei fenomeni elettrici cardiaci ha
offerto la possibilità di realizzare i pace-makers capaci di
ripristinare la conduzione anche nei casi di gravi
alterazioni cardiache o di interrompere accessi di
fibrillazione ventricolare con i condensatori per
cardioversione. Le ricerche anatomiche di quest'ultimo
periodo si sono sempre più indirizzate verso l'aspetto
funzionale del cuore: è stato soprattutto indagato il
rapporto emodinamica-morfogenesi cardiaca considerando non
più isolatamente, ma nel loro complesso, tutti gli altri
ri legati alle caratteristiche dei tessuti costitutivi,
alle loro capacità di accrescimento e differenziazione.
FISIOLOGIA:
La teoria del cuore come generatore elettrico bipolare, che
sembrava saldamente affermata, è stata ridiscussa
globalmente dopo l'introduzione del metodo delle
elettromappe. Questa teoria postula il concetto del cuore
come generatore multipolare con conseguente revisione dei
canoni dell'elettrocardiografia tradizionale, che
risulterebbe in grado di fornire unicamente indicazioni
globali scarsamente specifiche dell'attività cardiaca. Le
nuove indagini di elettrofisiologia cardiaca risultano molto
importanti anche dal punto di vista interdisciplinare,
perché stimolano l'indagine anatomofisiologica diretta a
chiarire il comportamento del «foglietto elettrogeno»
(risultante dall'interazione fra substruttura anatomica e
processo fisiologico) durante il processo di attivazione. La
costruzione delle elettromappe permette di utilizzare
modelli sia fisici sia matematici di attività cardiaca e
consente una più razionale utilizzazione dei computer che
sono stati adoperati unicamente per identificare le singole
componenti dei tracciati elettrocardiografici: con il nuovo
metodo l'elaboratore elettronico calcola direttamente la
distribuzione dei dipoli partendo dalla configurazione del
campo elettrico sulla superficie toracica e risale
immediatamente alla determinazione dell'attività specifica
di singoli settori cardiaci. Gli studi svolti
precedentemente costituiscono la base per un'attenta
valutazione del meccanismo umorale extracardiaco a feed-back
che si realizza attraverso l'azione delle catecolammine, le
quali attuano un'interessante interazione fra attività
nervosa e umorale; del meccanismo renina-angiotensina e di
quello dell'aldosterone.
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