|
INTRODUZIONE
E' un disturbo verbale che causa
interruzioni o ripetizioni nel fluire della parola. Il
sintomo immediato di tale disturbo si presenta soprattutto
in principio di discorso ed è legato a uno spasmo dei
meccanismi deputati all'emissione del suono. Il disturbo è
di solito transitorio, interessando solo nell'1% dei casi il
bambino grande e l'adulto.
E’ necessario distinguere tra i vari tipi di balbuzie:
balbuzie apparente e balbuzie effettiva.
La balbuzie apparente coincide con un momento di
preparazione alla parola e, generalmente, si risolve
spontaneamente, senza lasciar traccia. Questo disordine
interessa la quasi generalità dei bambini
ma, più che un vero e proprio disturbo del linguaggio, è
manifestazione d’immaturità espressiva, di carenza di
vocabolario, d’incompleta formazione di tutto l’apparato
fonatorio e d’incoordinazione coi centri verbo-motori. E' un
fenomeno temporaneo, che il bambino vive senza problemi e di
cui quasi mai si rende conto, mentre il genitore può vivere
questo periodo erroneamente con ansia.
La balbuzie effettiva è una realtà che si delinea dai 5-6
anni in poi ed ha un'origine ben diversa. Il soggetto inizia
a prenderne coscienza e a preoccuparsi, sviluppando una serie di complessi specifici e generici,
espressivi e comportamentali. Il disturbo può fissarsi e
radicarsi nella personalità del soggetto sempre più,
portandolo anche in età adulta, rendendo sempre più
difficoltosi i tentativi terapeutici mano a mano che si
avanza con l’età. A questo punto si accompagna a un disturbo
della personalità che, alterando l’equilibrio emotivo del
soggetto, concorre all'automantenimento del problema.
CAUSE:
Non si conoscono completamente i
motivi per cui la balbuzie viene a determinarsi nel singolo
soggetto. Spesso si è parlato di ereditarietà e si è citata
la frequenza con cui da genitori balbuzienti discendono
figli con lo stesso disturbo. Non si tratta, di ereditarietà
biologica ma di ereditarietà emotiva.
Fattori caratteriali: succede che i figli
presentino le stesse caratteristiche emotive, di
sensibilità, comportamentali degli ascendenti paterni e materni per cui, dinanzi a
situazioni similari, saranno inclini a reagire in modo
analogo.
Fattori proiettive: il genitore balbuziente può tendere a
trasmettere e a riversare sul
piccolo la frustrazione sofferta da lui stesso a causa della
balbuzie e l’ansia che pure il figlio cominci a balbettare,
caricando di tensione il momento in cui il bambino comincia
ad esprimersi. Quest’ultimo assimila l’ansia e la paura del
genitore percependosi così realmente incapace e dubbioso
sulle proprie capacità.
INTERVENTI:
Prima si cura, meglio è. Gli adulti balbuzienti generalmente
hanno più difficoltà ad affrontare il problema rispetto ai
bambini. Ci sono varie possibilità terapeutiche a seconda
dell'età in cui si interviene. Il ricordarle tutte non è
tuttavia utile in questa sede. Un buon metodo per curare la
balbuzie è quello della terapia psicofonica.
Questa si propone di sviluppare insieme sicurezza personale
e sicurezza nell'emissione del suono e in particolare della
parola. Infatti a nulla varrebbe l’impegno psicologico se,
contemporaneamente, non venisse presentato al soggetto
balbuziente un modello di emissione della parola tale da
permettergli, in un tempo più che breve, di presentare
verbalmente i suoi pensieri. Bisogna quindi renderlo
consapevole, fin dal primo giorno, dell’obiettivo da
raggiungere: parlare bene come tutti. Poiché è ormai
dimostrato che l’apparato fonatorio del balbuziente è sano e
capace di funzionare perfettamente.
Malattie e disturbi della pelle:
Acne -
Capillari -
Celiachia della
Pelle -
Cheilite Granulomatosa -
Dermatite -
Dermatite Atopica -
Dermatite da
Contatto -
Dermatite Seborroica -
Difesa della Pelle -
Eritema Solare -
Forfora -
Melanina -
Morbillo -
Nei -
Orticaria -
Parotite -
Pediculosi
- Psoriasi -
Rosacea
- Rosolia -
Scabbia -
Scarlattina -
Tigna -
Ustioni e
Scottature -
Varicella -
Vasculiti -
Vitiligine.
|