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INTRODUZIONE
Gli attacchi
di panico sono dei disturbi di natura psicologica. Questi
sono piuttosto frequenti, soprattutto si presentano durante
l'adolescenza o comunque agli inizi dell'età
adulta. Questo disturbo colpisce principalmente le donne.
Diverse sono le manifestazioni
patologiche cui si associa, tra queste è spesso accompagnato
alla agorafobia.
L'agorafobia, ossia paura degli spazi aperti, si manifesta
come un passaggio evolutivo dell'attacco di panico: il
paziente ha paura di quei luoghi che, in funzione di una eventuale
crisi, percepisce come pericolosi.
SINTOMI:
I sintomi tipici di questa patologia si manifestano, soprattutto
le prime volte, improvvisamente e spesso in modo acuto,
si presentano in pochi secondi e possono durare da i 3 ai 10
minuti. La sintomatologia può essere di tipo fisico, gli
attacchi si associano infatti a crisi respiratorie,
talvolta vero e proprio soffocamento, a palpitazioni o
tachicardia , ad una sensazione di dolore al torace, a
crescenti vampate di calore o di freddo, sudorazione,
nausea, vertigini, tremori, torpore o formicolio in
circoscritte zone del corpo, talvolta determina svenimenti.
Pertanto il soggetto può credere di soffrire di una
malattia organica invece che psichica. Molto spesso si
ricorre alla consultazione del medico di famiglia.
Oltre a questi sintomi gli attacchi di panico possono
presentarsi attraverso delle sensazioni quali apprensione,
paura, persino terrore. Qualche volta il soggetto sperimenta una
sorta di ansia anticipatoria , così detta perché la persona
ha paura continuamente dell'insorgere di nuove crisi e pertanto
vive un continuo stato di tensione. La persona agorofobica concentrata tutta
la propria attenzione su previsioni rispetto a ciò che può
capitargli stabilisce da solo cosa evitare, tra le
situazioni più frequenti:
evitare di star solo;
evitare di camminare in luoghi affollati;
evitare spazi "chiusi e stretti" quali ascensori o gallerie
o anche autobus, treni, aerei.
In sostanza si convince ad evitare quei luoghi dove potrebbe
sentirsi male e non ricevere aiuto, la sua paura è tale che
persino parlare di queste situazioni suscita in lui
malessere e disagio.
La gravità della patologia procede dal desiderio impellente
di ritornare a casa.
Il soggetto agorofobico così limita la sua libertà vitale. L'ambivalenza
presentata nel rifuggire tanto gli
spazi chiusi quanto quelli aperti è chiarificatoria: gli
spazi stretti rappresentano per il soggetto tutto ciò che è
costrizione e da cui vuole liberarsi, gli spazi aperti,
invece, sono simbolo di libertà quella in cui, però, ci si
può perdere, in cui ci si può sentire soli.
Questa patologia non deve essere sottovalutata. Se non ci si
sottopone ad una cura può infatti divenire cronica e seguire
una andamento altalenante, ossia aggravarsi periodicamente.
Inoltre è bene sapere che si possono ottenere ottimi
risultati ed anche un completo recupero se sottoposti ad una
cura adeguata.
CURA:
Molto spesso si ricorre ad una terapia di tipo farmacologico
o psicofarmacologico. Tuttavia se in un primo momento gli
psicofarmaci , di solito ansiolitici e antidepressivi ,
possono diminuire le manifestazioni sintomatiche di carattere
puramente psichico è bene procedere con una
psicoterapia.
Poiché sono dei disturbi psichici a causare l'insorgere
di questa patologia è solo con questo tipo di terapia che
potrebbe infatti determinarsi nel soggetto agorofobico una
sorta di crescita che comporti il definitivo
suoeramento del disturbo.
Altri disturbi: Anoressia
- Ansia -
Attacchi di Panico
- Bulimia -
Depressione -
Dipendenze -
Fobie -
Insonnia -
Omosessualita.
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